STORIA

STORIA

Una lunga storia inziata nel 1862

1850 – FINE OTTOCENTO

La fortuna di un’intuizione

Siamo agli ultimi anni del Ducato Estense. Il Regno d’Italia deve ancora comparire sulla scena politica quando la storia della famiglia Pedroni prende una svolta destinata a segnare il suo futuro.

Giuseppe Pedroni lavora come boaro nelle campagne modenesi. Un giorno, mentre trasporta alcune fascine, urta il muro del palazzo padronale: un pezzo di intonaco cade, rivelando tre numeri. Giuseppe li gioca al lotto e vince.

Con la somma ottenuta compra due poderi e tre case a Rubbiara. Una di queste, antica dipendenza dell’Abbazia Benedettina di Nonantola risalente al XII secolo, viene trasformata in osteria. Ottenuta la licenza di vitto e stallatico, l’osteria diventa presto un punto di riferimento per i birocciai che trasportano la ghiaia dal fiume Panaro verso Ferrara, dove possono cambiare i cavalli e rifocillarsi con il vino prodotto da Giuseppe, oltre a birra e marsala.

L’attività cresce rapidamente e Giuseppe ha un’intuizione destinata a lasciare il segno: invece di disfarsi delle botti vuote, decide di utilizzarle per produrre aceto balsamico. Sono botti di forme e dimensioni diverse, molto lontane dalle batterie che conosciamo oggi, ma è proprio da lì che ha origine una tradizione destinata a durare nel tempo.

Rogito Pedroni con nota del 1873

INIZIO NOVECENTO – 1945

Custodire il sapere

Negli anni successivi l’attività dei Pedroni continua a crescere. Giuseppe sposa Luigia e la famiglia si allarga, ma il destino riserva anche momenti difficili: il figlio Claudio muore prematuramente e a portare avanti l’azienda restano Giuseppe e il nipote Cesare, appena diciottenne.

L’osteria si sviluppa ulteriormente con l’apertura di un forno per la produzione del pane e l’ottenimento della licenza per la vendita di generi alimentari e tabacchi. Da Cesare e Claudia nasce Giuseppe II, che fin da giovane apprende dal padre i saperi di famiglia, dedicandosi con cura alle batterie di aceto balsamico. Nel 1935, dall’unione di Giuseppe II e Irma, nasce Italo.

Pochi anni dopo, però, lo scoppio della Seconda guerra mondiale cambia il destino della famiglia. Nel giro di pochi mesi vengono a mancare sia Cesare sia Giuseppe II, lasciando Italo, di appena dieci anni, unico uomo di casa.

A mantenere viva l’attività sono Irma, insieme a Claudia ed Emma, madre e sorella di Giuseppe II. Continuano a gestire l’osteria, a custodire le batterie di aceto balsamico e a produrre qualche bottiglia di vino. Con il tempo il forno viene chiuso e cessa anche la vendita di generi alimentari. Sono anni difficili, nei quali non è possibile ampliare l’acetaia con nuove botti, ma la tradizione di famiglia continua a essere preservata.

1945 – 1983

La ricerca dell’eccellenza

Italo prende in moglie Franca Prampolini, che diventa presto la cuoca dell’osteria. In cucina per Italo non esistono compromessi: il menù è volutamente essenziale, le materie prime sono selezionate con rigore e anche gli ospiti sono chiamati a rispettare le regole della casa. Da Pedroni il motto “il cliente ha sempre ragione” non trova spazio. Il carattere deciso di Italo divide gli avventori, ma la qualità della cucina è unanimemente riconosciuta e l’osteria inizia a comparire nelle più importanti guide gastronomiche, tra cui Osterie d’Italia di Slow Food.

Nel frattempo, in campagna, i vigneti vengono rinnovati per aumentare la produzione, preservando però due varietà storiche: il Trebbiano di Spagna, ideale per l’Aceto Balsamico Tradizionale, e l’uva Ruggine, dalla quale Italo ricava un vino bianco unico nel suo genere.

Anche l’acetaia continua a crescere, alimentata dal mosto cotto di Trebbiano di Spagna. Per Italo la qualità viene sempre prima della quantità: il suo obiettivo è portare all’eccellenza il lavoro tramandato da cinque generazioni. Un impegno che trova il suo riconoscimento nel 1977, con la vittoria del primo posto al Palio di Spilamberto, storica e ancora oggi unica competizione interamente dedicata all’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena.

1983 – 1998

Una nuova partenza

Nell’agosto nel 1983 Italo decide di ristrutturare il tetto di casa. La famiglia abita al primo piano, subito sopra l’osteria. Le cose non vanno come previsto:  il tetto crolla. È necessario cambiare la fisionoma del fabbricato, che corrisponde a quella attuale. Il momento è molto difficile, ma si rivelerà l’inizio di una nuova fase di crescita per l’azienda.

La famiglia Pedroni ottiene licenza per la produzione di liquori, dove vengono sviluppate le ricette di nonna Claudia, e le vinacce dalla cantina vengono portate a distillare per ottenere dell’ottima grappa. Italo inizia a partecipare a concorsi nazionali ed esteri ottenendo ottimi risultati, primo fra tutti la Gran Medaglia d’Oro al concorso internazionale di Bruxelles vinta nel 2009 con la Grappa di Lambrusco barricata.

1998 – 2015

Il mondo arriva a Rubbiara

Italo trasmette il suo sapere al figlio Giuseppe III, che fin da bambino lo affianca in acetaia e, a soli dodici anni, inizia a servire ai tavoli dell’osteria. Nel 1990 Pedroni torna a vincere il palio di Spilamberto: Italo sceglie di intestare il campione di balsamico a nome del figlio, che ritira la sua prima medaglia a 17 anni.

Nel 1998 l’azienda agricola passa alla nuova generazione. L’obiettivo di Giuseppe III è chiaro: valorizzare i vigneti per ottenere Lambruschi di qualità sempre maggiore, ampliare la produzione di Aceto Balsamico Tradizionale di Modena D.O.P. e avviare quella di Aceto Balsamico di Modena I.G.P. Tra le sue priorità c’è anche la tutela del vitigno Ruggine, ormai scomparso dal panorama nazionale, che continua a coltivare per produrre vino bianco per l’osteria.

Giuseppe III porta il balsamico Pedroni oltre i confini italiani. Iniziano le prime esportazioni e la produzione cresce, senza mai rinunciare a un principio fondamentale: ogni prodotto nasce esclusivamente dalle uve dei vigneti di famiglia.

Italo e Franca guidano ancora l’osteria, dove il tempo sembra essersi fermato. Eppure, ai suoi tavoli si parlano ormai lingue provenienti da ogni parte del mondo. Viaggiatori e appassionati raggiungono Rubbiara per assaporare la cucina della tradizione modenese e scoprire i segreti dell’oro nero di Modena. Nel 2012 anche Anthony Bourdain sceglie l’Osteria Pedroni per girare una puntata del programma No Reservations, insieme allo chef e amico Michael White. Un riconoscimento che contribuisce a far conoscere la storia della famiglia Pedroni a un pubblico internazionale.

2015 – oggi

Il futuro ha radici profonde

Nel 2015 la famiglia Pedroni viene scelta per rappresentare l’Emilia-Romagna a Expo Milano, l’Esposizione Universale dedicata al tema dell’alimentazione che richiama oltre venti milioni di visitatori da tutto il mondo. Per un’azienda familiare nata oltre centosessant’anni prima nelle campagne di Rubbiara, è un riconoscimento di straordinario valore: la conferma che una tradizione costruita con pazienza, generazione dopo generazione, è diventata ambasciatrice dell’eccellenza modenese sulla scena internazionale.

Nel frattempo in Osteria Franca ha già lasciato la cucina da qualche tempo e con l’arrivo della pandemia anche Italo deve abbandonare il suo bancone. L’osteria sarà costretta a chiudere le sue porte per un lungo periodo, e sarà Giuseppe III a riaprirle. Italo rimane però una presenza costante, pur lontano dagli occhi dei clienti. Solo nel 2025, con la sua scomparsa, si conclude il cammino di una figura che, fino all’ultimo, non ha mai davvero smesso di essere l’Oste.

L’azienda continua a proseguire il suo cammino e la settima generazione muove i primi passi accanto a Giuseppe. Nel 2024 la batteria di Greta Pedroni, a soli sedici anni, conquista il secondo posto al Palio di Spilamberto, uno dei riconoscimenti più prestigiosi dedicati all’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena. Un risultato che testimonia come la passione e il sapere della famiglia continuino a rinnovarsi, guardando al futuro senza dimenticare le proprie radici.

Riconoscimenti

Consorteria di Spilamberto

1977 1º Classificato Medaglia d’Oro

1979 1º Classificato Medaglia d’Oro

1981 1º Classificato Medaglia d’Oro

1981 11º Torrione di Bronzo – Medaglia d’Argento

1983 11º Torrione di Bronzo – Medaglia d’Argento

1986 Palio del Ventennale Medaglia d’Argento

1987 Gran Coppa Fedeltà

1988 6º Torrione di Bronzo – Medaglia d’Argento

1989 4º Torrione di Bronzo – Medaglia d’Argento

1989 5º Torrione di Bronzo – Medaglia d’Argento

1990 1º Class. Cucchiaio d’Oro e Torrione d’Oro

1990 9º Class. Superpalio del 25° anniversario

1991 Eccellente fuori gara – Medaglia d’Oro

1993 Eccellente fuori gara – Medaglia d’Oro

1996 11º Torrione di Bronzo – Medaglia d’Argento

1999 “Premio Comunità di Nonantola” – Med. d’Oro

2001 “Premio Comunità di Nonantola” – Med. d’Oro

2002 11º Torrione di Bronzo – Medaglia d’Argento

2003 7º Torrione di Bronzo – Medaglia d’Argento

2004 7º Torrione di Bronzo – Medaglia d’Argento

2005 3º Torrione di Bronzo – Medaglia d’Argento

2006 7º Torrione di Bronzo – Medaglia d’Argento

2007 2º Torrione di Bronzo – Medaglia d’Argento

2008 6º Torrione di Bronzo – Medaglia d’Argento

2010 “Premio Comunità di Nonantola” – Med. d’Oro

2012 Premio Batteria F.lli Briganti

2012 Premio Migliore Aceto Balsamico Tradizionale DOP

2018 2° classificato Palio Matilde di Canossa (RE)

2023 “Premio Comunità di Nonantola”

2024 2° Classificato “Torrione d’Argento”

Il nonno Cesare era solito dire:  dai vitigni, dalla vecchiaia, dalla passione
e dal non sfruttare troppo le botti, si è creato un nome che fa la differenza.

STORIA

Una lunga storia inziata nel 1862

1850 – FINE OTTOCENTO

La fortuna di un’intuizione

Rogito Pedroni con nota del 1873

Siamo agli ultimi anni del Ducato Estense. Il Regno d’Italia deve ancora comparire sulla scena politica quando la storia della famiglia Pedroni prende una svolta destinata a segnare il suo futuro.

Giuseppe Pedroni lavora come boaro nelle campagne modenesi. Un giorno, mentre trasporta alcune fascine, urta il muro del palazzo padronale: un pezzo di intonaco cade, rivelando tre numeri. Giuseppe li gioca al lotto e vince.

Con la somma acquistata compra due poderi e tre case a Rubbiara. Una di queste, antica dipendenza dell’Abbazia Benedettina di Nonantola risalente al XII secolo, viene trasformata in osteria. Ottenuta la licenza di vitto e stallatico, l’osteria diventa presto un punto di riferimento per i birocciai che trasportano la ghiaia dal fiume Panaro verso Ferrara, dove possono cambiare i cavalli e rifocillarsi con il vino prodotto da Giuseppe, oltre a birra e marsala.

L’attività cresce rapidamente e Giuseppe ha un’intuizione destinata a lasciare il segno: invece di disfarsi delle botti vuote, decide di utilizzarle per produrre aceto balsamico. Sono botti di forme e dimensioni diverse, molto lontane dalle batterie che conosciamo oggi, ma è proprio da lì che ha origine una tradizione destinata a durare nel tempo.

INIZIO NOVECENTO – 1945

Custodire il sapore

Negli anni successivi l’attività dei Pedroni continua a crescere. Giuseppe sposa Luigia e la famiglia si allarga, ma il destino riserva anche momenti difficili: il figlio Claudio muore prematuramente e a portare avanti l’azienda restano Giuseppe e il nipote Cesare, appena diciottenne.

L’osteria si sviluppa ulteriormente con l’apertura di un forno per la produzione del pane e l’ottenimento della licenza per la vendita di generi alimentari e tabacchi. Da Cesare e Claudia nasce Giuseppe II, che fin da giovane apprende dal padre i saperi di famiglia, dedicandosi con cura alle batterie di aceto balsamico. Nel 1935, dall’unione di Giuseppe II e Irma, nasce Italo.

Pochi anni dopo, però, lo scoppio della Seconda guerra mondiale cambia il destino della famiglia. Nel giro di pochi mesi vengono a mancare sia Cesare sia Giuseppe II, lasciando Italo, appena decenne, unico uomo di casa.

A mantenere viva l’attività sono Irma, insieme a Claudia ed Emma, madre e sorella di Giuseppe II. Continuano a gestire l’osteria, a custodire le batterie di aceto balsamico e a produrre qualche bottiglia di vino. Con il tempo il forno viene chiuso e cessa anche la vendita di generi alimentari. Sono anni difficili, nei quali non è possibile ampliare l’acetaia con nuove botti, ma la tradizione di famiglia continua a essere preservata.

1945 – 1983

La ricerca dell’eccellenza

Italo prende in moglie Franca Prampolini, che diventa presto la cuoca dell’osteria. In cucina non esistono compromessi: il menù è volutamente essenziale, le materie prime sono selezionate con rigore e anche gli ospiti sono chiamati a rispettare le regole della casa. Da Pedroni il motto “il cliente ha sempre ragione” non trova spazio. Il carattere deciso di Italo divide, ma la qualità della cucina è unanimemente riconosciuta e l’osteria inizia a comparire nelle più importanti guide gastronomiche, tra cui Osterie d’Italia di Slow Food.

Nel frattempo, in campagna, i vigneti vengono rinnovati per aumentare la produzione, preservando però due varietà storiche: il Trebbiano di Spagna, ideale per l’Aceto Balsamico Tradizionale, e l’uva Ruggine, dalla quale Italo ricava un vino bianco unico nel suo genere.

Anche l’acetaia continua a crescere, alimentata dal mosto cotto di Trebbiano di Spagna. Per Italo la qualità viene sempre prima della quantità: il suo obiettivo è portare all’eccellenza il lavoro tramandato da cinque generazioni. Un impegno che trova il suo riconoscimento nel 1977, con la vittoria del primo posto al Palio di Spilamberto, storica e ancora oggi unica competizione interamente dedicata all’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena.

1983 – 1998

Una nuova partenza

Nell’agosto nel 1983 Italo decide di ristrutturare il tetto di casa. La famiglia abita al primo piano, subito sopra l’osteria. Le cose non vanno come previsto:  il tetto crolla. È necessario cambiare la fisionoma del fabbricato, che corrisponde a quella attuale. Il momento è molto difficile, ma sarà utile allo sviluppo futuro.

La famiglia Pedroni ottiene licenza per la produzione di liquori, dove vengono sviluppate le ricette di nonna Claudia, e vinacce dalla cantina vengono portate a distillare per ottenere dell’ottima grappa. Italo inizia a partecipare a concorsi nazionali ed esteri ottenendo ottimi risultati, primo fra tutti la Gran Medaglia d’Oro al concorso internazionale di Bruxelles vinta nel 2009 con la Grappa di Lambrusco barricata.

1990 – 2015

Il mondo arriva a Rubbiara

Italo trasmette il suo sapere al figlio Giuseppe III, che fin da bambino lo affianca in acetaia e, a soli dodici anni, inizia a servire ai tavoli dell’osteria. Nel 1998 l’azienda agricola passa alla nuova generazione. L’obiettivo di Giuseppe è chiaro: valorizzare i vigneti per ottenere Lambruschi di qualità sempre maggiore, ampliare la produzione di Aceto Balsamico Tradizionale di Modena D.O.P. e avviare quella di Aceto Balsamico di Modena I.G.P. Tra le sue priorità c’è anche la tutela del vitigno Ruggine, ormai scomparso dal panorama nazionale, che continua a coltivare per produrre vino bianco per l’osteria.

Giuseppe porta il balsamico Pedroni oltre i confini italiani. Iniziano le prime esportazioni e la produzione cresce, senza mai rinunciare a un principio fondamentale: ogni prodotto nasce esclusivamente dalle uve dei vigneti di famiglia.

Italo e Franca guidano ancora l’osteria, dove il tempo sembra essersi fermato. Eppure, ai suoi tavoli si parlano ormai lingue provenienti da ogni parte del mondo. Viaggiatori e appassionati raggiungono Rubbiara per assaporare la cucina della tradizione modenese e scoprire i segreti dell’oro nero di Modena. Nel 2012 anche Anthony Bourdain sceglie l’Osteria Pedroni per girare una puntata del programma No Reservations, insieme allo chef e amico Michael White. Un riconoscimento che contribuisce a far conoscere la storia della famiglia Pedroni a un pubblico internazionale.

2015 – oggi

Il futuro ha radici profonde

Nel 2015 la famiglia Pedroni viene scelta per rappresentare l’Emilia-Romagna a Expo Milano, una vetrina internazionale che conferma il valore di una tradizione costruita in oltre un secolo e mezzo di storia.

L’azienda continua a crescere, restando fedele ai principi che l’hanno guidata fin dalle origini: la cura dei vigneti, la produzione artigianale e la ricerca della qualità. Oggi la settima generazione muove i primi passi accanto a Giuseppe, raccogliendo un patrimonio di conoscenze tramandato di padre in figlio.

Nel 2024 Greta Pedroni, a soli sedici anni, conquista il secondo posto al Palio di Spilamberto, uno dei riconoscimenti più prestigiosi dedicati all’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena. Un risultato che testimonia come la passione e il sapere della famiglia continuino a rinnovarsi, guardando al futuro senza dimenticare le proprie radici.

Riconoscimenti

Consorteria di Spilamberto

1977 1º Classificato Medaglia d’Oro

1979 1º Classificato Medaglia d’Oro

1981 1º Classificato Medaglia d’Oro

1981 11º Torrione di Bronzo – Medaglia d’Argento

1983 11º Torrione di Bronzo – Medaglia d’Argento

1986 Palio del Ventennale Medaglia d’Argento

1987 Gran Coppa Fedeltà

1988 6º Torrione di Bronzo – Medaglia d’Argento

1989 4º Torrione di Bronzo – Medaglia d’Argento

1989 5º Torrione di Bronzo – Medaglia d’Argento

1990 1º Class. Cucchiaio d’Oro e Torrione d’Oro

1990 9º Class. Superpalio del 25° anniversario

1991 Eccellente fuori gara – Medaglia d’Oro

1993 Eccellente fuori gara – Medaglia d’Oro

1996 11º Torrione di Bronzo – Medaglia d’Argento

1999 “Premio Comunità di Nonantola” – Med. d’Oro

2001 “Premio Comunità di Nonantola” – Med. d’Oro

2002 11º Torrione di Bronzo – Medaglia d’Argento

2003 7º Torrione di Bronzo – Medaglia d’Argento

2004 7º Torrione di Bronzo – Medaglia d’Argento

2005 3º Torrione di Bronzo – Medaglia d’Argento

2006 7º Torrione di Bronzo – Medaglia d’Argento

2007 2º Torrione di Bronzo – Medaglia d’Argento

2008 6º Torrione di Bronzo – Medaglia d’Argento

2010 “Premio Comunità di Nonantola” – Med. d’Oro

2012 Premio Batteria F.lli Briganti

2012 Premio Migliore Aceto Balsamico Tradizionale DOP

2018 2° classificato Palio Matilde di Canossa (RE)

2023 “Premio Comunità di Nonantola”

2024 2° Classificato “Torrione d’Argento”

Il nonno Cesare era solito dire:  dai vitigni, dalla vecchiaia, dalla passione e dal non sfruttare troppo le botti, si è creato un nome che fa la differenza.